DUOMO DI JESI

La cattedrale di San Settimio è il principale luogo di culto di Jesi, sede vescovile dell'omonima diocesi.
Sorge nella storicaPiazza Federico II, la più importante della città.
Nel 1969, in occasione dei festeggiamenti per il 5° centenario del ritrovamento del corpo di San Settimio, patrono locale, il duomo viene elevato alla dignità di Basilica Minore.


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STORIA E ARCHITETTURA


GLI EDIFICI PRECEDENTI

L’attuale edificio non è che l’ultimo di una serie di chiese cattedrali elevate nella città jesina. In epoca romana vi sorgeva un tempio pagano che si affacciava sul Foro. Un documento del 1119 attesta già l’esistenza di una cattedrale dedicata al Gesù.
Nel 1208, sotto il vescovo Dago, si iniziò la costruzione di una nuova cattedrale, in uno stile di transizione dal romantico al gotico, a tre navate. Nel 1227 l'architetto Giorgio da Como mette mano alla facciata, con protiro sorretto da colonne poggianti sul dorso di due leoni silofoni in marmo rosso di Verona, che ancora si conservano all'interno del Duomo come acquasantiere. Venne completata nel 1238. A partire dal 1469 venne ampiamente rinnovata all'interno per volere del vescovo Tommaso Ghislieri, che la trasformò a unica navata in stile rinascimentale. In occasione di questi rifacimenti vengono ritrovati i resti del corpo di San Settimio, primo vescovo e fondatore della diocesi (IV secolo): cosa che fece optare per la dedicazione dell’edificio al santo patrono jesino.

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Nel corso dei secoli XVI e XVII la chiesa fu arricchita di opere d'arte degli artisti locali Antonino Sarti e Filippo Bellini, che dipinsero rispettivamente la Morte di San Settimio nel 1617 e San Giovanni Battista nel 1583, mentre una pala d'altare di Lorenzo Lotto, commissionata dalla famiglia Amici, è andata, purtroppo, perduta. Il Vescovo Ghislieri fece realizzare anche la vasca battesimale in marmo rosso di Verona e commissionò il sepolcro del vescovo Ripanti (morto nel 1513) a Giovanni di Gabriele da Como.

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LA CATTEDRALE ATTUALE

Nel 1732 il vescovo Fonseca, preso da quel rinnovamento architettonico settecentesco che investiva l'Europa e in particolare la città di Jesi, fece abbattere la vecchia cattedrale per ricostruirla secondo il progetto dell'architetto romano Filippo Barrigioni. Il nuovo edificio, completato nel 1741, si presentava a grande navata unica con cupola emisferica all'incrocio con il transetto, secondo il gusto neoclassico dell'epoca. I quattro pennacchi della cupola furono affrescati da Carlo Paolucci di Urbino e Placido Lazzarini di Pesaro nel 1785, già attivi preso il cittadino Palazzo Pianetti. Durante il XVIII secolo vengono aperte diverse cappelle laterali volute dall'aristocrazia cittadina, copiosamente arricchite di decorazioni, stucchi, tele. L'artista jesino Domenico Valeri disegna il coro, poi intagliato in noce da Marco Baroncio entro il 1770. Vengono poste le due grandi cantorie lignee rococò munite di organi. Nel 1771 il pittore fiemmese Cristoforo Unterperger realizza la grande pala dell'Istituzione dell'Eucarestia per l'altare del SS. Sacramento. In questo periodo viene abbellita, dei pregevoli stucchi e sculture che la caratterizzano, la cappella di San Rocco. Nella seconda metà del XVIII secolo viene costruito il campanile, mentre nel secolo successivo venne terminata la facciata.



DESCRIZIONE


ESTERNO

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La facciata e il campanile visti da piazza Federico II
La cattedrale di San Settimio si trova in piazza Federico II, nel centro storico della città, in posizione leggermente arretrata.
La facciata è a capanna e venne completata nel 1889, durante l'episcopato di Rambaldo Magagnini, su progetto di Gaetano Morichini. Essa presenta un paramento murario in mattoncini rossi e travertino ed è suddivisa in due fasce sovrapposte da un cornicione idealmente sorretto da quattro lesene corinzie lisce. Nella fascia inferiore, si trova al centro il portale, con battenti moderni in bronzo, caratterizzato da un protiro poco profondo costituito da un timpano triangolare sorretto da due colonne corinzie. Ai lati, ciascuna all'interno di una nicchia, si trova le statue di San Marcello I (a sinistra) e di San Settimio (a destra). La parte superiore della facciata è caratterizzata dalla presenza di una finestra a serliana, al centro, affiancata da due bassorilievi marmorei raffiguranti lo stemma di papa Leone XIII (a sinistra) e del vescovo Rambaldo Magagnini (a destra).
Sulla sinistra dell'edificio, in posizione arretrata, si trova la torre campanaria. Essa venne costruita tra il 1782 e il 1784 dallo jesino Francesco Matellicani che si ispirò al campanile della basilica della Santa Casa di Loreto, opera di Luigi Vanvitelli. A pianta quadrata, è in mattoni, con finto bugnato nella parte inferiore, e termina con una slanciata cupoletta.


INTERNO

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L'interno della cattedrale di San Settimio presenta una pianta a croce latina, con unica navata affiancata da sei cappelle, tre per ciascun lato, transetto poco profondo poco profondo ed abside semicircolare.
La navata è coperta con volta a botte lunettata ed è illuminata da finestroni rettangolari; al centro della volta, si trova una tela raffigurante l'Annunciazione. In controfacciata, al di sopra della bussola, affiancata da due leoni stilofori-acquasantiere di Giorgio da Como, si trova una lapide che ricorda i restauri settecenteschi. Ai lati, vi sono due piccoli coretti. Le cappelle laterali sono a pianta rettangolare, illuminate da finestra a lunetta e delimitate da una balaustra marmorea. Nella prima cappella di sinistra si trova il pregevole fonte battesimale cinquecentesco in marmo rosso di Verona. Sulla parete sinistra della navata, si trova il pulpito barocco.
La crociera è coperta con una cupola semisferica priva di tamburo e lanterna, decorata con semplici costoloni in stucco. Nei quattro pennacchi sono raffigurati i Quattro Evangelisti.
La profonda abside semicircolare è interamente occupata dal presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa. Al centro, vi è l'altare maggiore barocco in marmi policromi, mentre in posizione avanzata si trova l'ambone, in marmo bianco, con sopra scolpiti a bassorilievo i simboli degli Evangelisti. Nella conca dell'abside, vi sono gli stalli lignei intagliati del coro, del XVIII secolo, disposti su due livelli. Il catino è stato affrescato nel XX secolo con il Redentore in trono fra santi.


ORGANO A CANNE


L'organo a canne della cattedrale è stato costruito nel 1960 dalla ditta organaria codroipese Francesco Zanin e Figli.
Lo strumento è alloggiato sopra le due cantorie ai lati del presbiterio, all'interno di casse lignee riccamente scolpite, con mostra composta da canne di Principale disposte in cuspide unica con bocche a mitria allineate orizzontalmente. La trasmissione è elettrica e la consolle, a pavimento nel presbiterio, ha due tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo radiale di 32 note.